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Nome: Stefano
Cognome: Contiero
Data di nascita: 01/09/1991
Indirizzo e-mail/msn: stefanocontiero@hotmail.it

REAL TRUST

Mixato da Roberto Molinaro, Raccontato da Nanni Venditti, Scritto da Michele Diomaiuta

IL BLACKJACK CLUB - I matematici che sbancarono tutti i casinò di Las Vegas -

Quei matematici volevano realizzare un’impresa senza precedenti. La loro missione sarebbe stata escogitare un sistema per vincere sempre al blackjack. La sfida sembrava persa in partenza, eppure in poche settimane avrebbero lasciato il segno in tutti i casinò di Las Vegas. Roberto Molinaro presenta: il blackjack club. Questa è una storia tutta vissuta di notte, che racconta di vicende svoltesi tra il sogno di vittoria di migliaia di giocatori d’azzardo e il naufragio di chi si ritrova a non aver più nulla da scommettere. Si tratta di un fatto di cronaca entrato negli annali di Las Vegas, il luogo perfetto per tramutare la personalità di un individuo, che in quella città di luci artificiali simile ad un immenso circo sempre sveglio, rischia di sviluppare la propria bramosia di denaro superando qualsiasi legge morale. La storia di questa sera parte da un interrogativo, che morde la mente di ogni giocatore e riguarda la possibilità di poter trovare un modo per vincere al blackjack. Il blackjack è uno dei giochi più amati in tutti i casinò del mondo. A Las Vegas rappresenta un istituzione. La forte attrattiva che esercita questo gioco è dovuta naturalmente alle alte quantità di denaro che può offrire con una vincita. Fu infatti proprio la necessità di quattrini che spinse un professore di matematica del Massachusetts a fantasticare su come trovare un modo infallibile per vincere a blackjack. Il professor Micky Rosa voleva cambiare in poco tempo la sua vita noiosa; era stanco delle solite lezioni e di una quotidianità dedicata quasi completamente alla sua principale passione: i numeri. Voleva trasformare in sistemi matematici quanto aveva elaborato in anni di studio, e creare sistemi che gli avrebbero poi permesso di vincere al blackjack. L’impresa era a dir poco complicata: si sarebbe trattato di una scoperta eccezionale, che per i giocatori sarebbe stata paragonabile ad una delle grandi conquiste scientifiche dell’umanità. Micky Rosa, così, iniziò i suoi calcoli. Gran parte dei giochi con le carte ha diverse cose in comune con la matematica, e il professor Micky Rosa ne era più che consapevole. Secondo la sua tesi avrebbe potuto trovare un modo per vincere al blackjack attuando un metodo basato su calcoli di probabilità, e soprattutto su una straordinaria memoria. I primi tentativi di quell’esperimento sembrarono sin da subito dare gli effetti sperati. Dopo alcune prove segrete, anche quel professore di matematica era pronto a sbalordire il mondo con la sua creazione. Sono molti gli individui che sognano di poter trovare un sistema quasi infallibile per poter vincere al gioco. Dai ridicoli numeri che vendono le cartomanti fino ai più sofisticati software matematici, tutti però sono consapevoli che in realtà è un’impresa impossibile. C’è chi però non è disposto ad arrendersi e vuole dimostrare a se stesso che persino il blackjack non può sottrarsi ad una serie di probabilità che è possibile calcolare in anticipo. Il professore di matematica Micky Rosa sapeva che nessuno gli avrebbe creduto se non avesse prima vinto in qualche prestigioso casinò di Las Vegas. Il modo più semplice per dimostrare la possibilità di applicare le sue intuizioni era sbancare qualche casinò vincendo al blackjack. Sapeva però che l’impresa era oltre che ardua anche rischiosa: a Las Vegas chi gestiva le case da gioco, non lo avrebbe amato. Come un coraggioso scalatore che decide di raggiungere il punto più alto di una montagna, che nessuno aveva mai osato sfidare prima, quel professore di matematica sapeva che gli avrebbe fatto comodo poter avere al suo fianco degli ottimi collaboratori. Reclutare dei matematici in grado di prevedere le leggi del black jack, all’apparenza blindate, significava trovare studiosi con diverse caratteristiche non comuni. Il professor blackjack, come sarebbe stato poi soprannominato Mr Micky Rosa, era soltanto all’inizio della sua impresa. Doveva trovare matematici adatti a seguirlo in quella missione, e sapeva che chi poteva stare al suo fianco, non doveva possedere soltanto doti di calcolo eccellente, ma anche un temperamento adatto a sfidare un contesto fatto di continue tensioni come quello dei casinò di Las Vegas. A volte la forza interiore che può dare un sogno che si vuole ad ogni costo rendere concreto può non far percepire le possibilità di fallimento. Ma quel professore di matematica non era un semplice sognatore incapace di misurarsi con la realtà: Micky Rosa aveva un’intelligenza fredda, fatta di calcoli, e conosceva bene i margini di errore che potevano esserci nella sua missione. Fu proprio la fiducia che alcuni studenti avevano verso di lui che permise a quel professore di organizzare un team destinato a sbancare tutti i principali casinò di Las Vegas. Tra i vari matematici che il professor Micky Rosa reclutò per organizzare la sua spedizione a Las Vegas, c’era anche un simpatico studente squattrinato che frequentava il Massachusetts Institute of Technology di Boston. Ben Campbell, nonostante le sue eccezionali doti nel campo della matematica, passava da un lavoro precario all’altro. Era quasi convinto che i numeri, che erano la sua grande passione, non gli avrebbero mai dato la possibilità di arricchirsi. Ma si sbagliava! Ben Campbell era considerato un giovane fenomeno per la sua intelligenza matematica. I suoi colleghi, se in parte lo ammiravano, tendevano anche ad escluderlo, come accade sempre ai fuoriclasse. Ben però ebbe la fortuna di incontrare un professore come Micky Rosa, più sognatore di lui, che gli fece una proposta, che in principio lo lasciò quasi indifferente. Non credeva che fosse possibile realizzare un sistema per vincere con il blackjack. Le strade che erano davanti a Ben Campbell erano due. Avrebbe potuto continuare a dedicarsi alla matematica senza scopo di lucro, e poi a sgobbare per guadagnare qualche dollaro, oppure, credere in quella che sembrava essere soltanto una grande utopia: il blackjack. Cosa scegliere? Ben non aveva nulla da perdere, e quindi, decise per la strada più rischiosa, ma anche più entusiasmante. Ben Campbell accettò di far parte del team di matematici messo in piedi dal professor Micky Rosa, che diede anche un nome al gruppo: blackjack club. Ben sarebbe stato la punta di diamante del team, l’uomo che avrebbe dovuto coordinare gli altri, per capire in ogni circostanza come realizzare i calcoli necessari a vincere. Ormai la sfida era iniziata, e Ben voleva dimostrare a se stesso di essere infallibile nei conteggi matematici, anche se applicati al gioco. I laboratori e le biblioteche dell’istituto di Boston dove insegnava il professor Micky Rosa, si tramutarono nelle aule di studio del blackjack. La cosa naturalmente venne fatta in gran segreto. Ben Cambell e gli altri universitari scelti per la missione, passavano intere giornate a calcolare le varie probabilità per vincere, finché giunse il grande momento. Erano ormai pronti per partire alla conquista di Las Vegas. Come una nave di folli, guidata da un timoniere ancora più matto degli altri, Ben Cambell, il professor Micky Rosa e i pochi universitari che facevano parte del blackjack club, fecero rotta su Las Vegas. All’entrata nel primo casinò nessuno li notò: i gestori come al solito erano certi che anche quel giorno avrebbero fatto i loro incassi, mandando a casa con la solita delusione vari giocatori. Ma non sapevano che quei matematici stavano per realizzare un’impresa che avrebbe sconvolto l’America. Il primo colpo si rivelò vincente! I calcoli matematici del blackjack club si dimostrano efficaci. Fu soltanto l’iniziò di una straordinaria ascesa. L’entusiasmo spinse il gruppo a riprovare. Furono diversi i casinò che per la prima volta si ritrovarono a dover inevitabilmente assumere il ruolo di sconfitti. La notizia iniziò a circolare e a Las Vegas. Quei ragazzi, ormai, erano delle divinità del blackjack. Dopo la prima vittoria, i viaggi a Las Vegas di quei matematici che arrivavano dal Massachusetts, diventarono sempre più frequenti. Il gusto di guidare automobili potenti e comprare i migliori champagne dopo aver trascorso un’esistenza fatta di stenti, iniziò a cambiare la personalità di tutti quelli che facevano parte del blackjack club. Le avventure a Las Vegas diventarono settimanali ed ogni volta Ben Cambell, il professor Micky Rosa e gli altri tornavano a casa con le tasche piene di dollari. La fama di quei matematici che erano riusciti a trovare un sistema per vincere al blackjack divenne enorme, e perciò in breve furono costretti a presentarsi nei casinò utilizzando delle false identità. Anche se cambiavano i loro nomi, però, tutti i gestori delle case da gioco di Las Vegas cominciarono a temere che dietro qualsiasi individuo, potesse nascondersi un membro del blackjack club. Nei casinò di tutta l’America si sviluppò una specie di febbre generale per tentare di riconoscere quei matematici, che però sembravano mimetizzarsi a perfezione tra gli altri giocatori, con una sola differenza: il blackjack club vinceva enormi quantità di denaro. Le vincite dei matematici del Massachusetts sono stimate in diversi milioni di dollari. Nessun gruppo organizzato di giocatori ha mai fatto saltare il banco delle case da gioco così tante volte. Tutti quei successi, inevitabilmente, agli studiosi del blackjack club hanno procurato gloria e rischi, trasformandoli in personalità che agivano nell’ombra, al tempo stesso temute e stimate. Questa incredibile cronaca ha ispirato lo scrittore Ben Mezrich, che ha scritto un romanzo sull’eccezionale vicenda che è entrata nella storia di Las Vegas.